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Graffi di Claudia Squitieri

 

 

Finalmente riesco a parlarvi di una lettura che ho fatto dicembre del 2019, ma di cui non ero mai risuscito a parlarvene sinora. Oggi vi parlo di un brevissimo libro edito Capponi Editore, che mi è stato inviato gentilmente  per parlarvene in modo totalmente imparziale

Graffi narra la storia di Diana che scrive ad una sua amica che come lei è stata adottata da bambina per parlarle della sua vita dopo la separazione fra le due.

Questo libro avrebbe dei forti potenziali, ma non riescono a trasparire al lettore se non nel finale. Il finale,infatti, risulta davvero ben congegnato che permette al lettore di prendere il finale in due modi differenti e se il finale che voleva dare l’autrice è quello che penso allora è davvero sconvolgente. Questo perché per tutta la durata del libro non si pensa possa andare a finire in quel modo e quindi quando ti ritrovi a leggere quel finale rimani abbastanza scioccato.
Purtroppo per il resto del libro sono rimasto abbastanza indifferente, non mi ha proprio lasciato alcuna emozione ne  nelle parti raccontare ne in quelle scritte come se fossero delle vere e proprie lettere fra le due ragazze. Devo ammettere però che boccio totalmente, anzi è un libro che si fa leggere e scorre velocemente, questo grazie allo stile di scrittura, ma anche grazie alla lettere che rendono la lettura differente dalle altre letture a cui sono abituato ad approcciarmi. Parlando brevemente dei personaggi ho trovato il personaggio di Diana abbastanza fastidioso, forse perché ha un pensiero e un carattere totalmente differente dal mio. Inoltre l’ho trovata, come dicono in altre recensioni che ho letto in internet, con un carattere forte e temerario, anzi l’ho trovata a tratti infantile e  poco autocritica. Era come “vivere” le emozioni di un adolescente che è pieno di ormoni e che quindi si sente perfetto rispetto agli altri. E questa scelta di caratterizzarla in questo modo mi ha fatto storcere il naso poiché si parlava di lei di una ragazza con una vita travagliata e di come il mondo le remasse contro e in realtà mi sembrato che fosse lei che si remasse un po’ contro. Mi è piaciuto abbastanza il personaggio dell’amica di Diana perché in molte lettere le fa notare come sia senza senso  e quindi mi è risultata più simile a me.

In conclusione è uno di quei libri che potete leggere se volete staccare la spina poiché è abbastanza leggero e scorrevole, ma non aspettatevi di leggere un libro sul tema delle adozioni che vi farà piangere il cuore (un po’ quello che pensavo fosse io) perché non lo è.

Alla prossima!

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