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Il salotto del tè: Federico Foria

 

Oggi ritorna qui sul blog una delle rubriche di interviste che mi piace più scrivere e fare. Ovvero quella de “Il salotto del tè”. Oggi ho il piacere di intervistare Federico Foria!

Benvenuto! Innanzitutto presentati ai lettori di Rubbs Books.

Salve a tutti, per chi non mi conoscesse, sono Federico. Vi presento oggi Il Merlo e il Corvo – I racconti di Foce di Quinsia. Sono uno scrittore nuovo nel panorama italiano, precedentemente mi sono dedicato alla musica con il progetto di elettronica An Electronic Hero, prima ancora ad altri progetti associativi per la promozione di musicisti emergenti e la rivalorizzazione della cultura locale della mia città (ndr Pomigliano d’Arco, Napoli).Sono un ingegnere geotecnico nel campo principalmente delle infrastrutture e lavoro in prima linea per la risoluzione di molti dei problemi che negli ultimi tempi sentiamo con più risonanza mediatica. Amante delle arti in tutte le sue forme, appassionato incredibilmente del mio lavoro e attivo per la difesa dell’ambiente e del territorio.
Grazie per ospitarmi qui, è un piacere condividere aspetti di Il Merlo e il Corvo e del suo processo creativo insieme ai vostri lettori.

Il suo libro “Il merlo e il corvo” è un thriller/horror. Come mai ha deciso di scrivere un libro di questo genere? E che rapporto ha con questo genere?

La storia de Il Merlo e il Corvo doveva essere destinata ad un videogioco di genere visual novel. La potremmo definire come una avventura interattiva in cui il giocatore vive una esperienza immersiva in un ambiente molto dettagliato e può effettuare alcune decisioni che influenzano la trama del gioco. La caratterizzazione dei personaggi principali, la città di Foce di Quinsia e i blocchi principali della trama, sono eredità di quel lavoro, ma il libro ha preso connotazioni uniche e originali pagina dopo pagina.
Il thriller a sfumature horror e fantasy è un genere che mi intriga molto nelle arti visive e videoludiche, mentre i generi letterari che preferisco sono molto diversi. Ma mi ha entusiasmato da subito l’idea di una trasposizione scritta e sono molto soddisfatto della scelta, forse sarà l’occasione per avvicinarmi al genere anche dal punto di vista letterario.

Nel suo romanzo ci sono due figure chiamate “Corvo Funereo” e “Merlo Sognatore”. Ci puoi spiegare che cosa sono e qual è stato il processo di creazione di essi?

Uno degli aspetti più affascinante della Valle di Quinsia è il suo folklore, legato principalmente alle due specie di uccelli che la abitano: il Merlo Sognatore e il Corvo Funereo. Incarnano la speranza e la dannazione, la giustizia e la vendetta, la luce e l’oscurità che si mischiano in un walzer continuo. Le leggende su questi volatili si consumano e diventano simbolo di ogni aspetto di Foce di Quinsia. Erano presenti con un loro significato in ogni evento importante? Sono sempre stati lì e non ce ne siamo accorti? E se Foce di Quinsia stessa fosse sempre esistita? Non rimane che scoprirlo.

L’ambientazione del suo romanzo è un luogo immaginario chiamato “Valle di Quinsia”. Perché ha deciso di ambientare la sua storia in un luogo fittizio?

Mi è sempre piaciuto l’idea di dare i natali ad una città che dovesse avere caratteri di veridicità. Molte persone si sono ritrovate a cercare Foce di Quinsia su Wikipedia o su Google Maps, e questo rende giustizia alla grande fase di studio necessaria a collocare temporalmente e spazialmente ogni tassello di un borgo e della sua storia. L’idea della Valle di Quinsia è un tributo ai miei sopralluoghi nelle vallate del nord Italia, che mi hanno fatto apprezzare una bellezza diversa da quelle delle mie terre natie (ndr Pomigliano d’Arco, Napoli), anche se troppo amena per me.

Nei suoi personaggi che cosa c’è di lei?

Ho cercato di lasciare qualcosa di me in tutti i personaggi e ho un legame con ciascuno di loro. Questo facilita la caratterizzazione e soprattutto a calarsi nella psicologia di ognuno di loro.
Le mie affinità maggiori sono di sicuro con Alfredo, a cui ho lasciato in testimone l’incontrollabile ironia, una ferma determinazione e un fiero romanticismo, ma anche le paure verso un percorso ignoto e che lo mette continuamente alla prova, senza curarsi degli eventi che possano succedere a lui o chi è attorno a lui. Magda ha preso la mia incontrollabile voglia di spaziare nelle arti, una forza buona e impulsiva con cui prende la vita a strappi. Adriano la mia passione per i Ministri e così via.
L’unico personaggio interamente trasportato dalla realtà è Maria Turco. Nella vita fuori da Foce di Quinsia è professoressa universitaria che ha passato al suo alter ego grande acume, profonda cultura, forte indipendenza e la passione per il fumo.

Oltre a scrittore è anche un musicista e un ingegnere. Queste sue due componenti influenzano in qualche modo il suo modo di scrivere e i suoi libri?

Ogni aspetto di me influenza fortemente il mio modo di essere e di scrivere. Due facce della stessa medaglia che ho trasmesso ai protagonisti del libro. Alfredo è un deciso aspirante ingegnere che vuole girare il mondo, fare la differenza e lasciare un’impronta del suo passaggio. Magda è un artista polivalente con un complicato senso della vita e della realizzazione personale, ma che vorrebbe trascendere attraverso l’arte e incidere le persone usando le emozioni.

Quali sono gli scrittori che la ispirano maggiormente?

Potrebbe sembrare strano, ma i miei autori di riferimento vengono da generi molti distanti da quello di Il Merlo e il Corvo. Uno dei miei scrittori contemporanei preferiti è John Grisham, noto per trattare tematiche giurisprudenziali con trame avvincenti. Mi sento molto vicino al suo stile scorrevole e alla capacità di intrecciare tecnica, narrativa e romance. Mi piace anche Haruki Murakawa, ammiro molto l’alternanza di realtà e fantasy e la scorrevolezza di alcuni suoi romanzi. Dovendo scorrere il tempo, invece, non avrei dubbi su George Orwell.

Che cosa vuoi “tramandare” con i tuoi libri al lettore?

Il Merlo e il Corvo può contenere tanti messaggi e tante interpretazioni, proprio perché le storie dei suoi protagonisti prendono strade molto diverse e risultati inaspettati. Sicuramente l’elemento più forte è la volontà stessa della vallata, l’ambiente, che in Foce di Quinsia si ribalta e si angoscia alla cupidigia umana, urlando uno sforzo maggiore per un sistema socio-economico più sostenibile. Sono impegnato su questo fronte e penso che sia un messaggio che vale la pena diffondere.
Come dice lo stesso Alfredo “E così, alla fine del tempo, l’uomo rimarrà l’unico demone di sé e non potrà più incolpare nessun altro delle sue atrocità. Quel tempo verrà, ne sono sicuro”.

Hai degli altri progetti letterari per il futuro?

Adesso punterò a promuovere Il Merlo e il Corvo e la collana dei racconti di Foce di Quinsia. Ho già in cantiere diversi progetti letterari, al momento il più avanzato si chiama Sveglia, Unity ed è un thriller distopico con elementi sci-fi e noir. Ma non facciamoci ingannare dai generi, sarà molto scorrevole.
Potete seguirmi sulla pagina Facebook e sul mio profilo Instagram, dove pubblico tutte le news e sono presenti i link all’acquisto.

Se in qualche poche righe dovessi convincere un lettore di questo sito a comprare e a leggere il tuo romanzo come faresti per convincerlo?

Se cerchi un’avventura che sia in grado di sorprenderti, se vuoi tornare a stupirti, se vuoi emozionarti, innamorarti e appassionarti in una lotta per la sopravvivenza mai vista prima. Allora sei il benvenuto a Foce di Quinsia, tutti ti stanno già aspettando.

A chi consigli la lettura del tuo libro?

Il libro ha una lettura molto scorrevole ed è adatto ad ogni fascia. Ha sfumature noir, horror, thriller e dark fantasy, quindi bisogna essere preparati davvero a tutto dietro ad ogni angolo. Se sei pronto ad accettare la sfida, allora ti consiglio questo libro.

Ringrazio l’autore per l’intervista e spero vi sia piaciuto particolarmente! Alla prossima!

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