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Il sigillo delle cento chiavi di Daniela Tresconi

 

 

 

Benvenuti in una mia nuova recensione!

Siamo nel pieno del Cinquecento quando, in un piccolo paesino della Liguria, viene fatta una scoperta sconvolgente che potrebbe cambiare l’intera umanità; il mantenimento di questo segreto comporta la distruzione del paese stesso  e la morte di moltissime persone… ma quale sarà mai questa rivelazione da richiedere un così alto prezzo?

2018 Francoforte
500 anni dopo la distruzione del paesino ligure Sebastien un giovane tedesco di origini Italiane, insoddisfatto della sua vita, si rimette sulle tracce dell’antico segreto di famiglia.

Innanzitutto mi sento di sottolineare come le illustrazioni presenti siano veramente meravigliose, un vero tocco d’arte in grado di dare un volto ai protagonisti! Ho trovato poi molto comoda la mappa iniziale che permette di collocare nello spazio i luoghi in cui si svolgono i fatti narrati, dando anche un tocco di realtà e credibilità alla storia essendo questi luoghi realmente esistiti; certo, avrei evitato la stampa da Google Maps, ma posso capire la difficoltà nel fare altrimenti quando non si hanno grandi sistemi editoriali alle spalle, quindi apprezzo moltissimo il tentativo. 

I dettagli storici sono veramente molto accurati (e per dirlo una laureata in storia!) e l’ambientazione nel paesino di Pirelli veramente molto suggestiva, si vede chiaramente la grande conoscenza del luogo da parte dell’autrice, anche se in alcuni passaggi pare un pò una propaganda del paesello.         La storia è semplice ma intrigante così come lo stile, che rende il tutto piacevolmente scorrevole. Il personaggio che mi è piaciuto di più è sicuramente Camillea che mi ha ricordato un pò Arya Stark (subisce dei grandi lutti in famiglia, è in grado di tirar di spada pur essendo una fanciulla, si traveste da ragazzino per scappare e non ha paura di fronte a nulla) anche se me la aspettavo un pò più presente all’interno della storia, lo stesso si può dire del personaggio di Sebastien, ha sicuramente un potenziale, ma andrebbe approfondito. La lettura dell’opera, infatti, è stata piacevole, ma non mi ha suscitato grandi emozioni né troppa empatia con i personaggi, i quali – effettivamente – vengono veramente liquidati in pochissimi passaggi (soprattutto per quanto riguarda Sebastiano la cui storia viene fagocitata da quella di Camillea). 

Quindi quello che posso dire è che la storia è molto carina, ma troppo breve e veloce, con personaggi poco caratterizzati e tendenzialmente piatti; si vede che è il lavoro di un autore emergente, ma in questo caso si tratta di un emergente che – ampliando la storia e approfondendo di più i personaggi – ha tutte le carte in regola per diventare un best seller.

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