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Le professoresse meccaniche e altre storie di scuola di Alfonso Lentini

 

Ritorno a parlarvi di libri, e per non farvi dimenticare la scuola vi parlo proprio di un libro ambientato in quei luoghi che in molti hanno odiato per tutta l’adolescenza!

I racconti di questa raccolta presentano una caratteristica che ho notato in quasi tutti quelli presenti nel volume. Ovvero che queste narrazioni abbiano uno stile che non è perfettamente fruibile a tutti i lettori, persino io durante la lettura non volevo capire quale fosse il significato che l’autore volesse dare nel determinato racconto che stavo leggendo. Devo dire che però nella raccolta ho trovato tre racconti che mi hanno colpito maggiormente, e sono quelli di cui vi parlo in questa recensione. Il primo di queste tre storie è “Il convertitore” dove le formiche secondo me rappresentano due dualità che alla fine si collegano fra di loro. Infatti ho trovato i personaggi delle Formiche abbastanza similari ai maiali del mio amato libro “La Fattoria Animali” che portano la popolazione, in questo caso di una cittadina, a essere comandati a bacchetta e ad seguire e venerare un capo dittatore. Questo riferimento con l’opera di Orwell si può paragonare anche alla nostra attualità, ove anche se parte del popolo non se ne accorge, troviamo pseudo-dittatori o dittatori veri e propri che puntano il dito verso una minoranza come in passato hanno fatto i Nazisti con gli ebrei, un semplice e lampante esempio, a parer mio, è rappresentato da Salvini che con il suo essere un leone da tastiera è riuscito a farsi seguire da una forte massa di persone, che a volte mancano di cultura e di conoscenza della lingua italiana. Il secondo racconto che mi è piaciuto di questa raccolta è intitolato “La scuola per bambini prodigio”, dove inizialmente avevo pensato,in modo errato, ad un riferimento crudo alla Shoah. In realtà leggendolo si può fare un enorme riflessione sulla figura degli adulti sui bambini, di quanto essi possano nuocere alla loro fanciullezza e di quanto,a volte, l’amore verso i propri figli sia spropositato. Rendendo i propri figli trofei da esibire a concorsi del per indire  “Il bimbo più bello”, come se fossero delle torte in una gara di pasticceria. L’ultimo racconto di cui vi voglio parlare è proprio quello che conclude la raccolta. Esso si intitola “Finale” è racconta in modo abbastanza crudo quello che purtroppo può succedere a molti professori con alcuni alunni.
In conclusione penso che questa raccolta sia un ottimo spunto per riflettere,ma che lo stile di scrittura di Alfonso Lentini in questi racconti non sia per tutti.

Spero che questa recensione vi sia piaciuta!

Alla prossima!

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