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Thomas Drimm La fine del mondo viene di giovedì di Didier van Cauwelaert

 

Avevo trovato questo libro in un mercatino e ne avevo letto qualche pagina per poi abbondarlo totalmente, menomale che l’ho ripreso in mano!

Un adolescente con qualche chilo in più e con qualche difficoltà di apprendimento e di attenzione si ritrova coinvolto nell’omicidio di uno scienziato responsabile dell’invenzione di un chip in grado di controllare ogni gesto e ogni pensiero degli individui. Ha inizio così un’avventura che lo condurrà a riflettere sui valori perduti della società in cui vive e sulle possibilità di conservare identità e memoria nonostante l’utilitarismo dilagante che tende a cancellare ogni cosa. Un romanzo che attraversa con leggerezza tematiche profonde e interrogativi irrisolti della società contemporanea: il limite della scienza, il suo utilizzo da parte del potere, l’uso improprio e liberticida delle conoscenze scientifiche.

Thomas è esattamente come me, un ragazzo grassottello che dopo aver attuato un omicidio, farebbe di tutto per coprire il tutto e uscirne senza alcuna ferita di alcun tipo. Questo forse perchè sono egoista e così è anche Thomas Drimm, un ragazzino che vive in paese controllato dallo stato, e che un giorno mentre gioca con il suo aquilone uccide proprio con quest’ultimo il famosissimo scienziato e inventore Leonard Pictone, esso è il padre della barriera che protegge la città in cui vive il ragazzetto. Proprio Pictone per una fatalità del destino si ritroverà nel corpo di un vecchio peluche del suo assassino e convincerà ad aiutarlo a distruggere la propria creazione per salvare l’umanità dal governo che ci spia tutti con la tecnologia.Ho fatto proprio bene a riprendere in mano questo libro perchè mi è piaciuto davvero molto,andando avanti con le pagine lo si apprezza sempre di più, ha si dei toni da young adult e abbastanza spumeggianti e divertenti,ma affronta in modo leggero temi come la morte, il gioco d’azzardo e molti temi molto attuali anche ai giorni nostri, non che il libro sia stato scritto decenni fa.In alcuni punti, come sempre nei libri che mi piacciono mi ha fatto venire leggermente il magone e qualche lacrima,soprattutto la parte del discorso fra Leo Pictone e sua moglie;ho amato questo libro anche per i personaggi principali, dalla modella/medico Brenda a l’orsacchiotto Pictone, ognuno di essi è differente dagli altri ed ognuno si fa apprezzare in modi differenti uno dagli altri. Ve lo consiglio davvero caldamente, soprattutto se vi piacciono i temi della fantascienza e degli young adult o dei libri per ragazzi. Ma la cosa principale e che spero avvenga è che la Fanucci traduca anche il secondo e credo ultimo volume di questa duologia.

Vi saluto Fiordalisi!
Eros

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