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Un caffè con: Tanya Torriuolo per la presentazione di Oscurità di Cenere

 

Benvenuta sul blog “Rubbs Books” innanzitutto presentati ai lettori

Grazie a voi per lo spazio, è un piacere essere qui. Mi chiamo Tanya Torriuolo. Sono un’autrice emergente e mi piace scrivere prevalentemente nei generi dell’Urban Fantasy, Fantasy, Horror, Sci-fi e nei loro sottogeneri. Ho esordito un anno fa con “Oscurità di Cenere”, anche se in realtà è una storia che ha preso vita nel 2013, a diciannove anni, appartenente al genere Paranormal-Horror. Di recente sono stata pubblicata anche in una raccolta di racconti edita da Historica Edizioni, con il racconto “Dalila”, arrivato vincitore al Concorso Letterario “Racconti dal Piemonte 2019” (indetto per il Salone del Libro di Torino), appartenente al genere Fantasy e Sci-fi. La scrittura è una parte di me, presente fin da quando ne ho memoria e nella vita di tutti i giorni coesiste con il mio lavoro di grafica professionale editoriale e pubblicitaria.

Come mai hai incominciato a scrivere?E perché scrivi?

Scrivere è una pulsione, è una caratteristica della mia anima, del mio essere, e mi accompagna fin da quando ero molto piccola, anche se ne ho preso maggiormente coscienza solo in età adolescenziale, a sedici anni. Ho sempre avuto ben chiari i generi che mi piace leggere e in cui mi piace scrivere… così, sono passati gli anni ma la scrittura è rimasta perché per me, è un po’ come un bisogno primario; penso sempre alla scrittura: quando ascolto alcune canzoni, quando osservo un paesaggio particolare… l’idea di scrivere è lì e non mi abbandona. Sono felice di aver deciso di pubblicare.

 Nella trama del tuo libro si può leggere come grazie ad un libro questi amici vivono un esperienza abbastanza terrificante. Cosa ha dato a te la lettura e cosa hai utilizzato come idea, come spunto di scrittura per scrivere in modo più convincente, di tutto ciò che hai letto durante questi anni?

In “Oscurità di Cenere” vengono rappresentati strani legami ed eventi che spesso hanno risvolti poco felici (non voglio anticipare troppo la lettura a chi ancora non ha letto il romanzo), ma c’è un’idea di fondo che è quella di immergere il lettore e farlo vivere nei panni e nella mente dei personaggi, toccando tematiche che accompagnano il filo della storia in modo delicato ma tangibile, profondo, con un risvolto in realtà positivo che si coglie leggendo la storia. Ma l’idea di immergere totalmente il lettore in ciò che legge è sempre presente perché è uno dei pensieri che mi guidano nella stesura di un mio qualsiasi testo. Senza dubbio quest’intenzione me l’hanno trasmessa autori come J.R.R Tolkien, Dan Brown, Cassandra Clare, Laurell K. Hamilton e molti altri, anche se cerco sempre di differenziarmi e di proporre qualcosa di mai scontato, di diverso e che mi caratterizzi.

Leggendo una recensione in internet sono stato colpito dal fatto che ti definiscano come l’erede di Shirley Jackson, come mai secondo te e chi sono i tuoi “idoli” e muse letterarie?

Sono molto felice per quella recensione. “Oscurità di Cenere” ha trovato un bellissimo riscontro, facendomi raccogliere non solo quell’elogio ma anche altri come “autrice paragonabile a Stephen King”, oppure, “un mix tra Jumanji e Agatha Cristie”… Sono veramente contenta, soprattutto perché si tratta di un romanzo d’esordio e di un genere letterario complesso, quindi, essere apprezzata anche dai lettori di altri generi letterari lo trovo molto importante, oltre che bellissimo. E credo che quel complimento legato a Shirley Jakcson, si basi proprio su queste caratteristiche: “Oscurità di Cenere” è un romanzo con scene crude ma senza mai essere volgare né eccedere nello splatter, trasmettendo al lettore le emozioni dei personaggi e le varie atmosfere. Riuscendo a bilanciare sempre questi elementi tra di loro, e restando fedele all’idea originaria dell’horror: spaventare tramite le percezioni e non solo grazie alla presenza del sangue.

Scrivere un libro dell’orrore o comunque con ambientazioni misteriose è una cosa ardua, come hai fatto a rendere vivo all’interno del tuo libro il terrore e il mistero?

Effettivamente scrivere questo genere di storie richiede una buona dose di attenzione nella scelta della descrizione degli eventi ma anche nella gestione del ritmo di alcune scene… In generale ci vuole molto impegno, concentrazione e ovviamente una propensione per tematiche di questo tipo. Essere un’amante dell’Horror non solo nella letteratura ma anche nella cinematografia (includendo anche l’animazione e le serie tv), mi è stato sicuramente d’aiuto per trovare l’ispirazione prima della stesura di questo romanzo. Ma si tratta anche di inventiva e dell’idea persistente che ho ogni volta che scrivo: trasmettere il più possibile per cercare di far immergere totalmente il lettore, non solo con descrizioni di un certo tipo ma facendo anche creare un legame tra il lettore e il/i personaggio/i.

Come ti sei avvicinata al genere horror?

Sono un po’ particolare. L’Horror, come il Fantasy e lo Sci-fi, è un genere che mi piace da sempre a pari passo con il legame per certe creature come i demoni, i vampiri e affini. In termini di lettura, ho scoperto l’Horror quando ero molto piccola grazie ad un libriccino che all’epoca era considerato tra i più spaventosi, perché parlava del mostro sotto il letto e, a quell’età – avevo circa sette anni – era una lettura horror vera e propria per moltissimi coetanei; grazie anche al fatto che aveva delle illustrazioni dettagliate, dai toni molto cupi. L’ho riletto più volte, ovviamente! Crescendo ho poi scoperto Stephen King e altri autori anche legati al Thriller.

Quanto della tua vita è presente nel libro? Prendi spunto per cose che ti accadono per la scrittura dei tuoi libri?

In “Oscurità di Cenere” c’è ben poco di me, ogni personaggio ha una propria anima, un proprio modo di fare, spesso totalmente opposto al mio. Questo per caratterizzarli al meglio e con la massima varietà. In generale, a prescindere da questo romanzo, per quanto riguarda alcune scene o eventi, dipende sempre dal tipo di storia: può capitare qualche leggera ispirazione, ma si tratta di piccoli pizzichi di sale, se necessario. Ma nulla di più.

Cos’è per te il tuo libro?Lo riscriveresti tornando indietro nel tempo? E che consigli daresti alla tua te del passato sia per scrivere questo libro sia per coltivare la passione della scrittura?

Questo romanzo lo ritengo un esperimento letterario in cui mi sono messa alla prova per testare meglio la mia versatilità. Prima di “Oscurità di Cenere” non avevo mai scritto nel genere Paranormal-Horror e non avevo mai trattato né personaggi completamente umani (solitamente c’era sempre qualche vampiro, demone o angelo caduto), né il tema del paranormale, nonostante sia un argomento che mi interessa da moltissimi anni. Grazie a questo romanzo ho compreso molti particolari della mia scrittura che non avrei mai potuto notare a pieno continuando a scrivere solo nel genere che avevo trattato fino ad allora. È stata una sfida a me stessa con un esito molto positivo e istruttivo.

A chi consigli il tuo libro?

“Oscurità di Cenere” è l’ideale sia per i lettori legati all’Horror e al Thriller, sia per coloro che vogliono avvicinarsi a questi generi o leggere qualcosa di davvero particolare. È una sfida al lettore: è una lettura in cui il mistero, la tensione e l’azione giocano a stretto contatto con una tematica che spesso nei romanzi viene messa in secondo piano – l’amicizia, su uno sfondo di pura follia e sorpresa. Per questo motivo è sconsigliato al lettore legato al dato analitico, quello a cui non piace scoprire i pezzi del puzzle proseguendo la lettura perché in cerca di una spiegazione immediata e logica.

In poche righe perché un lettore dovrebbe leggere il tuo libro?

Perché è una lettura inusuale e particolare, che lo immergerà nei panni e nelle menti dei personaggi, coinvolgendolo totalmente alla pari di un film.

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