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Cheshire Crossing di Andy Weir e Sarah Andersen

 

Ritorniamo a parlare di una nuova uscita di OscarVault (Mondadori) con una nuova graphic novel. Parliamo infatti di “Cheshire Crossing”.

Alice, Wendy e Dorothy sono tre ragazzine normalissime, ma per via di un loro “superpotere” vengono considerate pazze. Le tre ragazze infatti riescono a viaggiare nei mondi magici delle loro storie (e anche delle altre componenti del trio). Questo loro potere però crea dei problemi non indifferenti che le tre ragazze dovranno risolvere.

Mi aspettavo di più da questo fumetto e a fine lettura sono rimasto un po’ deluso. Questo perché il libro aveva davvero molto potenziale, ma per alcune pecche la storia in generale è andata a farsi fottere. La trama di per se non ha nessun problema. Le carenze, però le troviamo nei personaggi e in alcune scelte stilistiche. Partiamo con questa recensione con l’ultimo punto. Il libro presenta uno stile di disegni che ho trovato abbastanza carente. I volti dei personaggi infatti sono disegnati abbastanza male, mentre i paesaggi e le fate (che sono senza occhi ed ecc.) sono davvero carini. Ho trovato poi la scelta di rendere le protagoniste “attuali” in un contesto storico che comunque corrisponde a quello dei libri originali abbastanza malsana. Infatti questa decisione stona particolarmente. Ci sono infatti queste tre ragazzine che hanno un lessico e un comportamento che se fossero state nella loro epoca sarebbero come minimo morte. Poi ho trovato il fatto che si esprimessero come delle contadinotte abbastanza fastidiose.

Il secondo problema di questo fumetto lo troviamo nelle tre protagoniste e nella loro caratterizzazione. Se infatti Alice comunque mantiene un senso rispetto alla sua controparte originale le altre sue (Dorothy e Wendy) risultano eccessivamente inventate. Quest’ultime due potrebbero esser state due personaggi qualsiasi che sarebbero state identiche. Infatti a parer mio non c’è una forte caratterizzazione che renda le due simili alle loro controparti letterarie. Soprattutto Wendy è talmente anonima che persino un rotolo di carta igienica ha più carattere. Wendy infatti la vediamo in alcune scene e non fa letteralmente nulla se non farsi ammazzare. Per farvi un esempio sarebbe stato più utile un palo della luce che Wendy.

In conclusione vi consiglio questo libro? Sni. È una lettura abbastanza carina, ma non aspettatevi un capolavoro o comunque un fumetto ben realizzato. Devo ammettere che però vi fa passare piacevolmente qualche oretta. 

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